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Un Viaggio Artigiano alla Ricerca dell'Ecosostenibilità


0. Si può stampare in modo Ecologico?


Nel nostro laboratorio di stampa abbiamo sperimentato molte tecniche, ma tutte partono da una stessa realtà: la stampa su tessuto¹, comporta un impatto ambientale.

La nostra ricerca nasce dalla volontà di ridurlo il più possibile, mantenendo allo stesso tempo la qualità e la precisione artigianale che ci contraddistinguono.

Per farlo, abbiamo analizzato varie tecniche di stampa su abbigliamento, valutandone i consumi, gli scarti e la gestione dei residui chimici.
Tra queste, la serigrafia tradizionale è risultata la più critica, soprattutto per la quantità d’acqua necessaria e per la difficoltà di smaltire in modo corretto i reflui di lavaggio dei telai; e gli studi di settore, elencati in bibliografia, concordano con tale affermazione.

Da qui è iniziato un percorso di sperimentazione: capire quali alternative possano offrire la stessa resa estetica e durata del prodotto, ma con un impatto più sostenibile sull’ambiente.

Oggi, dopo tre anni di sperimentazioni, siamo giunti alla tecnica di stampa "Eco-Paper DTF", una tecnologia che ci consente di mantenere standard elevati di qualità, durevolezza dei capi pari alla serigrafia, abbattendo in modo significativo sprechi e contaminazioni ambientali.

Il nostro obiettivo è semplice: non solo stampare su supporti ecologici - come il cotone riciclato e i residui della frutta - ma anche stampare in modo più eco-sostenibile


I. Il Problema della Serigrafia "Classica"


Abbiamo iniziato il nostro viaggio artigiano come serigrafi: utilizzando telai "classici" per le nostre stampe. Come sopra citato, anche se eseguito in rigorosa ottemperanza alle normative vigenti (cioè il D.Lgs. 152/2006 – Testo Unico Ambientale, che recepisce varie direttive UE, in particolare la Direttiva 2000/60/CE – “Direttiva Quadro sulle Acque”), il lavaggio dei telai è un passaggio particolarmente critico.

Nel tentativo di comprendere se esistesse un modo di abbassare il nostro impatto ambientale, ci siamo approcciati a vari tipi di inchiostri.


1.1 Il Problema degli Inchiostri a Base Plastica

Gli inchiostri a base plastica sono stati i primi con cui abbiamo sperimentato. Perché i più comunemente utilizzati nel campo della serigrafia su tessuto, ampiamente graditi sia dalle produzioni importanti che dal serigrafo di quartiere. Tali inchiostri hanno tre vantaggi produttivi: non seccarsi se non soggetti ad alte temperature (quindi non si seccano durante la produzione), la stampa è durevole, ed è molto amata dai clienti per via della sua consistenza al tatto.

Tali inchiostri nascondono però gravissime insidie

Essi contengono resine viniliche (PVC), plastificanti, pigmenti e additivi clorurati, e in sede di lavaggio dei telai, anche l'acqua filtrata e correttamente consegnata nei centri di smaltimento contiene agenti estremamente contaminanti. Questi composti formano emulsioni persistenti che non vengono rimosse dai normali sistemi di filtraggio. I residui rilasciano nel tempo sostanze tossiche e metalli pesanti che si accumulano nei sedimenti e negli organismi acquatici. Anche dopo il trattamento, l’acqua mantiene una frazione invisibile ma attiva di inquinanti, rendendo il refluo pericoloso per l’ambiente idrico.


1.2 Una Risoluzione Insufficiente: Inchiostri a Base Acqua

Si è resa per noi necessaria la sperimentazione della serigrafia con inchiostri meno inquinanti, anche se più difficili da maneggiare. Siamo passati quindi agli inchiostri per tessuto a base acqua. 

... E abbiamo scoperto che anch'essi nascondono insidie

Sebbene molto meno inquinanti, questo tipo di inchiostri secca molto rapidamente: il che impone un lavaggio più frequente dei telai.

Inoltre gli inchiostri serigrafici a base acqua per tessuti lavabili, pur privi di solventi, non risultano innocui quando vengono diluiti nelle acque di pulizia. Le dispersioni polimeriche acriliche o poliuretaniche che li compongono rilasciano microresidui plastici e composti persistenti che non vengono rimossi dai sistemi di filtraggio convenzionali. Anche i pigmenti sintetici, spesso contenenti metalli o legami azoici, si legano ai fanghi e continuano a rilasciare sostanze tossiche nel tempo. Le acque “trattate” mantengono quindi una quota invisibile di contaminante.


II. Telai Usa e Getta


Dal momento che avevamo identificato come problema ambientale principale la pulizia dei telai inchiostrati, abbiamo pensato ad una soluzione di telai usa e getta, in modo da non doverli lavare e saltare a piè pari la circostanza.


2.1 Incisione di Telai

Abbiamo dunque optato per creare dei telai serigrafici con un incisore laser ad hoc per ogni sessione di stampa, anziché usare il bromografo², da usare con gli inchiostri ad acqua meno inquinanti in circolazione. Il limite di questa tecnica è che, abituati alla quasi eterna durevolezza dei telai tradizionali, ne abbiamo sopravvalutato le reali potenzialità. Nulla da dire sugli incisori, che ci hanno permesso di crescere in abilità e comprensione del mestiere; tuttavia, il gioco avrebbe valso la candela solo se la quantità di inchiostro “sprecato” finito nel cestino insieme ai telai esausti — anziché in acqua — fosse stata significativamente inferiore a quanto siamo riusciti a ottenere in realtà.

Valeva comunque la pena tentare - esplorando fino in fondo ogni sfaccettatura della serigrafia - prima di salutarla


III. Altre Tecniche di Stampa Meno Inquinanti


Ci siamo dunque chiesti se la serigrafia fosse per noi l'unica strada. D'altronde avevamo già imparato che una via non è giusta per forza solo perché la seguono tutti.

3.1 Il "Block Printing"

La prima sperimentazione per noi aliena fu quindi il block printing. Si tratta di una tecnica antica in cui un disegno viene intagliato su un blocco di legno, gomma o linoleum, trasformandolo in una matrice capace di stampare infinite repliche artigianali. Una volta inciso, il blocco viene inchiostrato e premuto sul tessuto o sulla carta, creando immagini dal carattere unico, imperfetto e vibrante. Questa tecnica unisce manualità, ritmo e cura del dettaglio, dando vita a stampe che portano con sé la bellezza del gesto artistico ripetuto a mano. 

Dal punto di vista ambientale è stata la svolta: il block printing eseguito con gli inchiostri ad acqua, è - secondo noi - qualcosa di vicino alla perfezione: porta con sè i vantaggi di tutte le "varianti" di serigrafia provata fin ora, sommate. 

  • Consente di usare inchiostri ad acqua perché anche se si secca non succede nulla, che era il vantaggio dei telai usa e getta;
  • Consente di riutilizzare all'infinito il medesimo supporto, perché indistruttibile. 

Tuttavia, incontrammo 3 problemi generali:

1. Essendo una tecnica di stampa estremamente "grezza" in termini artistici e poco precisa, si adatta solo a specifici tipi di stampa. 

2. Era estremamente difficile realizzare disegni a più di un colore. 

3. La lentezza del processo è di almeno 3 volte tanto rispetto alla serigrafia. 

A cui si aggiungeva un nuovo problema, specificamente nostro: eravamo a metà strada verso la creazione di una collezione esclusiva, e tale collezione presentava caratteristiche artistiche incompatibili con il block printing. Dovevamo quindi scegliere se ricominciare da capo a ripensare il nostro scheletro artistico in termini di stile e resa, o se continuare il nostro viaggio alla scoperta di nuove tecniche di stampa. 

Siamo felici di aver sperimentato ed appreso questa tecnica - che abbiamo conservato per alcuni disegni - ma il nostro futuro è altrove


3.2 Stampa "DTG" 

Ci siamo dunque chiesti se il futuro del piccolo artigiano moderno sia esclusivamente analogico. E abbiamo riposto un timido sguardo sul lato digitale della medaglia. 

La  "DTG" consente di applicare l’inchiostro direttamente sul tessuto, come una vera e propria stampante inkjet modificata, permettendo stampe dettagliate e ricche di colore senza necessità di telai o matrici.

Inizialmente titubanti, abbiamo scoperto una realtà interessante: zero sprechi, zero supporti. Certo, il trade off era l'acquisto di un macchinario totalmente al di fuori della nostra portata, e notti insonni per imparare a conoscerlo come un tecnico specializzato. 

Inutile dire che i pregi di questa tecnica che per chi ha l'obiettivo di non inquinare l'acqua con l'inchiostro, sono infiniti, dal momento che l'acqua non la vede neanche con il binocolo. Tuttavia anche in questo caso abbiamo riscontrato dei problemi:

  1. Acquistare una di queste macchine, nuova fiammante, non era nelle nostre possibilità, quindi abbiamo optato per qualcosa di vecchio e usato. Essendo una tecnologia in costante cambiamento, la differenza in termini di efficienza tra ciò che potevamo fare noi con la nostra e ciò che è possibile fare oggi con una di queste macchine nuove, è un abisso. Così ci siamo ritrovati con uno strumento ancora più lento del block printing, e che si inceppava sempre. 
  2. Oltre ad essere insostenibilmente lenta, è anche probabilmente la tecnica di stampa più costosa che esista. 
  3. Infine, come elemento puramente egoistico, la stampa diretta, eseguita da una macchina da sola, ci toglieva la magia della creazione. 

Bello, pulito, completamente e magicamente eco-sostenibile - ma anche estremamente lento, costoso, e quindi fuori dalla nostra portata


3.3 Stampa "DTF"

Ormai avevamo già messo un piede nel mondo digitale, valeva la pena continuare il viaggio mettendo anche l'altro, e scoprire cosa la "DTF" aveva da offrirci. 

La stampante DTF permette di stampare su film speciale utilizzando inchiostri ad acqua, una volta stampati possono essere trasferiti a caldo sul tessuto. 

A parte lo scoglio iniziale di comprenderne funzionamento e mantenimento, di difficoltà pari alla DTG, i suoi pregi erano i medesimi: nessun riversamento di inchiostri nell'acqua, pulizia generale del processo, zero agenti inquinanti dispersi. Aveva inoltre i seguenti vantaggi rispetto alla DTG:

  1. È meno costosa,
  2. È meno lenta, sebbene non sarà mai veloce ed efficiente come la serigrafia ad un colore,
  3. Scatena la fantasia dell'artigiano, per due motivi:
  • La creazione dei transfer non è qualcosa di cui si occupa la macchina autonomamente: ci sono mille possibilità di variazione, anche da una sessione di stampa all'altra - oltre che da un disegno all'altro. Ad esempio, se aumenti la temperatura del forno, l'inchiostro "coaugula" in un certo modo piuttosto che in un altro, se il colore è mescolato poco e presenta meno pigmento, la stampa presenterà delle striature artisticamente sensazionali. 
  • Una volta creati i transfer, il prodotto non è finito: si passa alla fase di pressa a mano. E anche qui ogni scelta, ogni variante, di quella che in gergo si chiama "doppio-pressata" determina un esito, ricercato o meno, che segue il flusso creativo. 

Sembra tutto magnifico, ma c'è un enorme problema: ogni stampa presuppone un foglio di plastica, che è riciclabile, ma usare la plastica va completamente contro ciò che stiamo cercando di fare.  

...Se solo potessimo stampare in DTF su carta riciclabile


IV. A che punto siamo arrivati: Eco-Paper DTF


Il titolo parla da sé: unire i vantaggi della stampa DTF al massimo della sostenibilità, grazie a un supporto in carta completamente riciclabile, è il punto a cui siamo arrivati finora nel nostro percorso di eco-artigiani. 

Non è stato un traguardo semplice: fino all’anno scorso non esistevano produttori di rulli di carta compatibili con la stampa DTF, e ancora oggi si tratta di un materiale pionieristico e raro, destinato solo a chi è disposto a cercarlo con il lanternino. 

Siamo quindi doppiamente soddisfatti che il nostro – per ora – punto di arrivo, l’“Eco-Paper DTF”, offra una qualità pari, e sotto certi aspetti persino superiore, al nostro punto di partenza, la “Serigrafia Plastisol”, superandola al tempo stesso sul fronte della sostenibilità ambientale, che ci ha avvicinato al nostro più grande obiettivo. 

Non un punto d'arrivo: ma una nuova partenza


V. Il Futuro: Ricerca su Inchiostri Più Sostenibili


E ora? Cos'altro possiamo fare per migliorare ulteriormente? 

Ora che il processo di stampa ha raggiunto un buon livello di eco-sostenibilità dacché non genera sprechi né inquinanti, il nostro obiettivo è rendere il prodotto finito realmente riciclabile. 

Come avrete notato, le nostre borse, i nostri quaderni, le pochette e le felpe sono già realizzati con materiali riciclati, o con percentuali di essi; tuttavia, la stampa rende più difficile garantire che possano essere trasformati in qualcos’altro una volta esaurito il loro ciclo di vita. 

Per questo motivo, i nostri sforzi si concentrano ora sullo studio di metodi che ci permettano di creare stampe in Eco-Paper DTF che non ostacolino il ritorno dei nostri prodotti nel circuito del riciclo. 

Per riuscirci sarà necessario addentrarci in due settori della chimica:

  1. Quello degli inchiostri e dei pigmenti, alla ricerca di una combinazione che mantenga la massima resa senza compromettere la possibilità, domani, di dare nuova vita ai materiali attraverso il riciclo.
  2. Quello dei materiali per l'aderenza dell'inchiostro al tessuto.  

Grazie infinite per accompagnarci in questo viaggio con il vostro supporto


Note a Piè di Pagina



I. I tessuti prevalentemente sintetici non rientrano nel nostro percorso di ricerca, poiché preferiamo — per motivi ambientali — concentrarci su tessuti e supporti naturali, riciclati o riciclabili.

Ad onor del vero, segnaliamo che i tessuti con una percentuale di poliestere superiore al 50% possono essere stampati con la tecnica della sublimazione. Si tratta di una delle tecniche di stampa a più basso impatto ambientale, poiché — oltre alla carta sublimatica, di cui esistono sul mercato versioni riciclabili — non utilizza acqua né solventi e genera dunque pochissimi scarti produttivi.

La sfida di Gnostic Tower consiste nel riuscire a stampare in modo altrettanto ecologico, ma su tessuti e supporti non sintetici, oppure su materiali che contengono solo una quantità minima di fibre plastiche. Nei nostri prodotti preferiamo infatti impiegare tessuti naturali, come il 100% cotone per le t-shirt, misti con una percentuale maggioritaria di cotone biologico o riciclato e quantità ridotte di poliestere riciclato per le felpe, oppure riciclati organici come residui alimentari derivati da frutta mescolati con la carta per i nostri quaderni. Tutti questi materiali non sono compatibili con la sublimazione.


2. Il bromografo è uno strumento che permette di incidere un'emulsione fotosensibile sul telaio serigrafico tramite luce UV, trasformando un foglio stampato in una matrice pronta alla stampa. All’interno della camera luminosa al suo interno, polimerizza l’emulsione ovunque non sia coperta dal fotogramma, creando così le aree aperte attraverso cui passerà l’inchiostro.


Bibliografia


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