Per proteggersi dal "miasma" – l'odore malsano a cui si attribuiva il propagarsi della peste – i medici italiani e francesi della prima metà del ’600 indossavano la maschera a becco, al cui interno venivano riposte erbe aromatiche, tra cui salvia, rosmarino e lavanda. Anche quando la peste cessò, la figura del medico così vestito rimase un elemento iconico della nostra cultura, soprattutto veneziana: venne ripresa al Carnevale e dal teatro in commedie e tragedie, e il suo nome si fuse semanticamente con molte parole della nostra lingua veneta, anche insospettabili.
Maschera della protezione e icona della Serenissima
Disegno nato dall'immaginazione di Col, Chiara Oliviero, YukiOnna